Mai tanti ricorsi dei cacciatori contro il Governo regionale

Sarà ricordato per tanti motivi Edy Bandiera, responsabile del settore “caccia” in Sicilia: l’avere chiuso l’attività venatoria nel settembre 2018 prima ancora che fosse notificata al Dipartimento  il relativo Provvedimento del TAR; la maniacale paura di arrecare un danno ambientale, e quindi essere chiamato a risarcirlo; l’incapacità di risolvere il problema “suidi” che sta devastando il territorio regionale; l’ affossamento completo e totale del Dipartimento Sviluppo Rurale a livello centrale e periferico i cui uffici sono ormai occupati da fantasmi; …

Ma per due cose sarà ricordato in particolare: la convinzione, solo sua, di riuscire a prendere per i fondelli i cacciatori i quali, almeno quelli siracusani, si ricorderanno di Lui per lungo tempo; l’essere riuscito a “beccarsi” il più alto numero di ricorsi da parte dei cacciatori rispetto ai suoi predecessori. Era cosa risaputa che i ricorsi contro i calendari venatori siciliani erano presentati costantemente dalle Associazioni ambientaliste che in Sicilia rappresenteranno, forse, qualche decina di persone; Lui, Bandier, è riuscito ad invertire il trend, visto che ora i ricorsi li fanno i cacciatori che in Sicilia superano le 30.000 unità.

Vero, quest’anno la Beccaccia l’abbiamo cacciata sino il 30 di gennaio, ma non certo grazie a Lui che si è meramente adeguato ad una decisione del CGA prima, in sede cautelare, e del TAR dopo, in sede di merito. Quindi un grazie va a TUTTO il mondo associativo siciliano che in blocco ha difeso un calendario scritto da altri che prevedeva già quella chiusura per la Beccaccia.

Concludiamo, annunziando il deposito di un altro ricorso al TAR Palermo contro il diniego, giustificato dalla mancanza di fondi, di modificare il Piano Regionale Faunistico Venatorio, cioè quel Piano che pone il divieto generale di caccia nei demani forestali e in quasi tutti i siti delle Rete Natura 2000.

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