Tribunale del Riesame di Palermo: le Zone di Protezione Speciale (Z.P.S.) rientrano senz’altro nell’ambito delle aree protette

Altra tegola in capo ai cacciatori siciliani.

Già l’anno scorso, secondo alcuni Magistrati di quel Tribunale, andare per i campi nel mese di aprile con i propri cani da ferma dopo avere posizionato un richiamo acustico elettrico per richiamare le quaglie costituiva “esercizio di caccia in periodo di assoluto divieto”. Inutile è stato spiegare che senza un fucile in mano, senza una fionda, un arco, una rete o almeno un sasso le quaglie non potevano essere né abbattute né catturate, inutile rappresentare che il richiamo acustico, da solo, non ammazza nulla, inutile ogni sforzo tendente a chiarire la differenza tra “addestramento in tempo vietato” e “caccia in tempo (e con mezzi) vietati”. Alla fine la Cassazione ha sistemato tutto. Ma dico io, ci voleva la Cassazione per risolvere fin dall’inizio con l’archiviazione quel caso di assoluta semplicità giuridica?. Sì, purtroppo è dovuta intervenire la Cassazione.

Oggi ci risiamo sotto altri profili. Secondo il Tribunale del Riesame di Palermo, Ord. nn. 331-333-334-335/2019 “LE ZONE DI PROTEZIONE SPECIALE (Z.P.S.) RIENTRANO SENZ’ALTRO NELL’AMBITO DELLE AREE PROTETTE”. Ma c’è di più. Secondo lo stesso Tribunale non è necessario che il loro perimetro sia tabellato, tenuto conto che il C.V. 2019/20 indica il sito internet in cui le varie cartografie sono pubblicate.

Non ho parole: il diritto letto al contrario.

Avv. Giovanni Di Giunta

http://www.studiolegaledigiunta.it

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